Care affezionatissime lettrici e lettori tutti,
raccolgo la richiesta venuta da uno di voi (un anonimo) che asserisce di non capire granché della vicenda.
Il gergo usato "non ci si sta capendo una fava" denuncia origini toscane.
Come riportato nel sottotitolo del mio blogromanzo (i più attenti italianisti mi concederanno il neologismo) anch'io so una beata cippa di come andrà avanti la storia.
Tuttavia, avendo riletto qualche passo di tanto in tanto (anche per far scattare il contatore delle visite) sono riuscito a ricostruire le varie vicende, che vi riporto qui di seguito. Ad ogni personaggio ho associato un colore ed un carattere, che qui ripeto pedissequamente.
Buona lettura
DARIA: a 12 anni vede la tuffatrice e decide di praticare anche lei questo sport. Il padre l'iscrive in una piscina di Bergamo. Dopo due anni di corso di nuoto comincia a lanciarsi dal trampolino. Incontra Andrea con cui si fidanza finché non lo becca in auto con un'altra. Sempre in piscina conosce Giammichele che va a trovare d'estate, durante le vacanze. Qui incontra Federico (il fratello piccolo di Giammichele) e Giuseppe (cugino di Giammichele) che l'aspetta alla fermata dell'autobus della Marozzi.
GIUSEPPE: Come detto sopra è il cugino coetaneo di Giammichele. Si innamora subito di Daria.
GIAMMICHELE: il fidanzato di Daria, molto zanno (per i forestieri il termine zanno equivale a cafone, buzzurro, gretto) e siccome neanche a me piace come personaggio ho già deciso di fargli fare la parte dello sfigato, anche se qualche suo intervento farà capolino, così per smuovere le acque.
ANDREA: E' il primo fidanzato di Daria. Si sono conosciuti in piscina. Si dichiara innocente... ma chi gli crede? Pensa a lei ancora tanto.
FEDERICO: è il fratello piccolo di Giammichele, nonché cugino di Giuseppe. E' un leader.
Federico ancora non ha scritto.
Questo non è un BLOG vero, ma un romanzo che verrà scritto di giorno in giorno; io lo definisco un "blogromanzo". La storia non è nota neanche a me. La svilupperò di volta in volta, anche raccogliendo i consigli dei vari eventuali lettori. Buona lettura. P.S. per chi si accinge a leggere per la prima volta suggerisco di cominciare dal primo capitolo, pubblicato a luglio 2011. Come tutti i romanzi, anche questo deve essere letto dall'inizio.
sabato 30 luglio 2011
venerdì 29 luglio 2011
9 - 10 giorni - Giuseppe
Sono trascorsi dieci giorni da quando Daria è scesa dall’autobus della Marozzi. Dieci giorni da quella breve interminabile chiacchierata sulla spiaggia di Lido Azzurro. Dieci giorni in cui la mia attrazione per lei, per la sua bocca, per il suo corpo, si fa sempre più grande.
Dieci giorni che ci incontriamo, che usciamo insieme. Ma lei è sempre la ragazza di Giammichele, che è pur sempre mio cugino.
Non so come, ma ha assorbito tutta la mia attenzione, tutto il mio tempo, ogni mio pensiero. Mi affaccio al balcone di casa, quello della camera dei miei, da cui si scorge in lontananza il terrazzo di Giammichele, sperando di vederla. Ascolto una musica per radio e vorrei fargliela sentire. Vedo una motocicletta, e vorrei guidarla con lei abbracciata dietro, che mi stringe forte. Ho male al collo, e vorrei un suo massaggio. Ma il collo non mi fa male. Vorrei che mi facesse male, per sentire le sue mani su di me.
Le sue mani non sono belle. Sono dure, nodose, ruvide. Forse a causa della prolungata permanenza in acqua, o del cloro. Ora con una scusa, “Hai le mani grandissime”, ora per un’altra, “Bello lo smalto”, le prendo tra le mie. Profumano. Usa un olio, che le ha regalato la zia di Bergamo, che profuma di agrumi. Olio degli Esseni si chiama. L’ho cercato in internet. Stavo comprandolo anch’io per regalarglielo. Ma perché dovrei farlo?
Abbiamo preso un caffè insieme, ieri. C’erano anche Giammichele e Federico. Abbiamo diviso un cornetto, crema e amarena, a metà. La crema era quasi tutta dal mio lato. Ho insistito perché ci scambiassimo i pezzi. Io sono goloso: perché l’ho fatto?
Perché ti amo. E mi sento in colpa.
giovedì 28 luglio 2011
8 - Flashback - Giuseppe
In quelle ore, sdraiati sulla spiaggia di Lido Azzurro, e nei giorni successivi, Daria mi raccontò tutta la sua infanzia e soprattutto la sua vita sentimentale. Non particolarmente lunga e complicata. Anzi, una classica monogamia, sufficientemente noiosa. Sembrava quasi che si stesse liberando di un fardello. Una confessione non necessaria, ma che mi face piacere ascoltare.
Era, come me, del 1987. Cominciò a nuotare a 12 anni. Conobbe Andrea (il suo primo amore) proprio in piscina. Il primo approccio non fu piacevole, ma non fu colpa sua. Lei provava e riprovava lo stesso tuffo ormai da giorni, ma non era soddisfatta. Ora l’entrata in ritardo, ora la spinta insufficiente, ora le gambe non allineate… un disastro per lei. Ma non per lui, che la guardava ammirato e attratto dal bordo vasca.
La loro storia, tra alti e bassi, è durata otto anni. Il primo amore, l’unico amore, segna profondamente l’anima di chiunque. Ma lei non sembrava dispiaciuta di questa fine. Forse sollevata. Aveva voglia di fare nuove esperienze, e la cosa mi fece sentire come un quello della pubblicità che origliava la litigata della vicina che diceva: “Adesso basta, adesso esco e vado col primo che incontro”. Ed il suo “Buonasera” sull’uscio di casa ha fatto storia. Un gatto in agguato, pronto a cogliere al balzo ogni opportunità, acquattato dietro un divano, pronto al balzo efficace.
Poi, quest’inverno, sempre in piscina ha conosciuto mio cugino Giammichele. Ed ora è qui, in vacanza, in un posto caldo, con gente sconosciuta, pronta a divertirsi, “senza troppi freni” a “prendere tutto ciò che di buono incontrerà”. Ed io sono pronto.
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